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Diabete, vitamina D promuove azione anti-aterogena

Ricercatori della Washington university school of medicine si St. Louis hanno mostrato che, nelle persone diabetiche, i vasi sanguigni sono meno soggetti a essere ostruiti in presenza di livelli adeguati di vitamina D. Lo studio si è svolto su un gruppo di 43 persone affette da diabete mellito di tipo 2 e un altro di controllo costituito da 25 soggetti non diabetici ma con una distribuzione simile per età, sesso e peso corporeo. Gli autori hanno evidenziato un’associazione inversa tra il livello di 25-OH vitamina D nel sangue e l’adesione dei monociti alle cellule endoteliali, che si è mantenuta anche dopo aggiustamento per le variabili demografiche e per le comorbilità presenti. I pazienti con 25(OH)D uguale o superiore ai 30 ng/ml hanno mostrato un minore stress del reticolo endoplasmatico, un prevalenza di recettori di membrana M1 rispetto agli M2 sulla superficie cellulare dei macrofagi e una minore espressione delle molecole di adesione rispetto alle persone con livelli inferiori di vitamina D. Invece, in carenza di vitamina D, l’attivazione dello stress del reticolo endoplasmatico ha aumentato l’adesione e ha indotto una predominanza del fenotipo M2, pro-aterogenico. Inoltre, l’aggiunta di 1,25(OH)(2)D(3) ai macrofagi caratterizzati da deficienza di vitamina D ha portato verso una dominanza del fenotipo M1. Dunque, nei pazienti con bassi livelli di vitamina D i macrofagi tendono ad aderire alle pareti dei vasi sanguigni, dove si può accumulare colesterolo e prodursi un ispessimento o un’ostruzione del flusso ematico.

J Biol Chem, 2012; 287(46):38482-94