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Il carcinoma del pancreas

Il pancreas è un organo addominale dalle funzioni importanti: è sia una ghiandola endocrina, dal momento che produce insulina e glucagone, i due più importanti ormoni del controllo glicemico, più altri ormoni meno importanti, sia un organo importante per la digestione dei grassi, delle proteine, dell’amido e di altri componenti alimentari. Inoltre, tampona l’acidità del bolo dopo il passaggio nello stomaco tramite la secrezione di bicarbonati. Il suo succo digestivo si mescola ai prodotti del fegato (la bile) e sfocia nel duodeno (intestino tenue).

Ci sono varie forme di tumore del pancreas, sia benigne che maligne, anche se le forme benigne, quale il cistoadenoma sieroso, sono nettamente più rare.

Il carcinoma del pancreas è una delle forme di tumore più aggressive e maligne conosciute, con una sopravvivenza minima, meno del 5% dei soggetti sopravvive infatti a 5 anni dalla diagnosi. In effetti, pur non essendo fra i tumori maligni più comuni, è la quarta causa di morte per cancro negli Stati Uniti.

Il tumore del pancreas compare spesso nei soggetti fra i 60 e gli 80 anni, e i più importanti fattori di rischio conosciuti sono il fumo, il diabete e la pancreatite cronica.

La diagnosi si avvale dell’ecografia dell’addome, che però, per la frapposizione dello stomaco spesso non è diagnostica. Dall’ecografia endoscopica, invece, si possono avere informazioni precise sulla dimensione e l’invasione dei tessuti adiacenti. Altro esame importante è la TC, spesso associata a PET.

Una delle cause della difficoltà nella diagnosi e nella cura sta nell’assenza di sintomi e segni specifici fino a quando la malattia non è avanzata. A questo punto possono comparire dolore addominale, perdita di peso, scarsità dell’appetito, debolezza e malessere. Quando il carcinoma colpisce la testa del pancreas, spesso va a comprimere i dotti biliari, causando ittero ostruttivo (manifestato da ingiallimento di sclere e cute del paziente).

La terapia allunga mediamente la sopravvivenza del paziente di qualche mese/un anno. Si tratta di solito di chemioterapie associate a una chirurgia che reseca normalmente la testa pancreatica o l’intero pancreas, il duodeno, il primo tratto di intestino, il coledoco e la colecisti.

L’assenza del pancreas dopo l’intervento porta a una forma severa di diabete insulinodipendente e a un grado importante di maldigestione e malassorbimento alimentare, da correggere con enzimi per via orale.

FONTI:

Anthony Fauci, Eugene Braunwald, Dennis Kasper and Stephen Hauser: Harrison’s Principles of Internal Medicine, McGraw-Hill; 17 edition

Vinay Kumar, Nelso Fausto, Abul Abbas: Robbins & Cotran Pathologic Basis of Disease, Saunders; 8th edition